Perché questa materia conta per chi trasporta merci
Un'impresa di autotrasporto merci vive di incassi e pagamenti: fatture, cambiali, assegni, finanziamenti per comprare i mezzi. Questa parte dell'esame verifica che tu sappia leggere questi strumenti, calcolare un costo chilometrico e capire cosa c'è dentro un bilancio. Le domande sono spesso definizioni secche: conviene impararle con le parole esatte.
Titoli di credito: cambiale, tratta, assegno
La ricevuta bancaria non è un titolo di credito: è un documento rappresentativo del credito concesso dal venditore al cliente. La emette il venditore, intestandola al compratore, e riporta il nome della banca a cui il debitore deve pagare. Si dice normalizzata quando è compilata secondo le caratteristiche fissate dall'ABI.
Nel pagherò cambiario non può figurare l'accettante, e il primo girante è sempre il beneficiario. L'emittente del pagherò non può presentarlo allo sconto. Il pagherò è un titolo esecutivo: in caso di mancato pagamento sono possibili azioni esecutive sui beni del debitore. Nella tratta, invece, non può figurare il fideiussore. Un esempio d'esame: una tratta emessa il 20 marzo a 60 giorni, vista e accettata cinque giorni dopo, scade il 24 maggio.
Le cambiali ricevute per l'esatto importo del trasporto effettuato si chiamano cambiali commerciali. I titoli all'ordine si trasferiscono con la consegna materiale del documento e la girata; nella girata per procura o per l'incasso il giratario è un semplice mandatario del girante.
L'assegno bancario è un ordine di pagamento a vista rivolto alla banca trattaria; se il conto non copre l'intero importo la banca può pagarlo fino a concorrenza delle somme disponibili. Su piazza va presentato entro otto giorni dall'emissione. L'assegno non trasferibile può essere girato solo per l'incasso. Con la sbarratura speciale la banca trattaria paga solo alla banca indicata. In caso di smarrimento, furto o distruzione si fa denuncia al trattario e si chiede l'ammortamento con ricorso al presidente del tribunale.