Come si classificano le imposte
Le imposte si distinguono in dirette e indirette. Le dirette hanno come presupposto il possesso di redditi; le indirette colpiscono consumi e affari, come l'IVA o l'imposta di registro, che colpisce i trasferimenti di ricchezza e può essere proporzionale al valore dell'atto o fissa. Gli atti costitutivi delle società sono sempre soggetti a registrazione in termine fisso.
I redditi si classificano in sei categorie: fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa e diversi. Il reddito fondiario deriva dalla proprietà o altro diritto reale su terreni e fabbricati; quello di capitale dall'impiego di denaro fuori dall'attività d'impresa; quello d'impresa dall'esercizio di imprese commerciali; le plusvalenze da cessioni immobiliari sono redditi diversi.
IRPEF, IRES e IRAP
L'IRPEF è un'imposta personale che colpisce le persone fisiche, residenti e non residenti, sui loro redditi. Si considerano residenti, tra l'altro, gli iscritti all'anagrafe per la maggior parte del periodo d'imposta. Gli oneri deducibili si sottraggono dal reddito imponibile, quelli detraibili riducono l'imposta, di regola nella misura del 19%; l'imposta netta è l'imposta lorda meno le detrazioni.
L'IRES colpisce il reddito delle società di capitali residenti per i redditi ovunque prodotti e degli enti esteri per i redditi prodotti in Italia; l'aliquota è del 27,5% e si riferisce all'esercizio fissato dall'atto costitutivo. L'IRAP è un'imposta regionale sul valore netto della produzione, in cui il costo del lavoro è in genere indeducibile; i lavoratori dipendenti non ne sono soggetti passivi.
Le imposte sui redditi si pagano con autotassazione o con ritenute alla fonte, tramite modello F24; la dichiarazione della società la firma il legale rappresentante. Il datore è sostituto d'imposta, trattiene l'acconto in busta paga, versa le ritenute entro il 16 del mese successivo e rilascia ogni anno il CUD. Il TFR va a tassazione separata.